Basilica S. Caterina d'Alessandria

Basilica S. Caterina d'Alessandria

La Storia

La Basilica di S. Caterina, uno dei più insigni monumenti dell'arte romanica in Puglia, fu realizzata tra il 1383 e il 1391, per volontà di Raimondello Orsini del Balzo. 
Questi, in uno dei suoi numerosi viaggi, si spinse sino alla sommità del Monte Sinai per rendere omaggio al corpo di S. Caterina: secondo la leggenda, nel ripartire, baciò la mano della Santa, strappandole il dito con i denti. Nel tornare in Galatina portò con sè, quale reliquia, un dito della Santa e pensò di innalzare in suo onore in questa città un tempio di rito latino. 
Doveva essere elegante e sontuoso e divenire illustre tanto da eclissare tutti gli altri edifici sacri di rito greco che ivi esistevano. Tornato in Italia porto con se la reliquia che, incastonata in un reliquiario d'argento, tuttora si conserva nel tesoro della chiesa. L'edificio, alla morte di Raimondello avvenuta nel  1405, sarà completato dalla moglie, la principessa Maria d'Enghien, e poi dal figlio, Giovanni Antonio. 

La facciata 

Si presenta con tre cuspidi, sottolineate da archetti ciechi trilobati. Il portale maggiore ha il protiro sorretto da due colonne poggianti su leoni stilofori, mentre sull'architrave reca un bassorilievo raffigurante Cristo tra gli Apostoli. Interessante è la decorazione delle tre fasce concentriche del portale e del rosone, finemente intagliato a raggiera. 

L'interno 

Diviso in cinque navate da pareti in cui si aprono archi a sesto leggermente acuto, con basse navatelle laterali voltate a botte. La navata centrale è divisa in tre campate coperte da volte a crociera costolonate e si separa dalle navate laterali per mezzo di deambulatori. I capitelli, a soggetto floreale e con figure umane e animali sono di rara bellezza, anche se ciò che maggiormente attira l'attenzione è la decorazione pittorica. L'intero ciclo di affreschi si sviluppa da sinistra a destra, in senso rotatorio e si presenta sicuramente più interessante nella navata centrale. 
Lungo le pareti della prima campata e in controfacciata sono affrescate le Scene dell'Apocalisse, che costituiscono il ciclo più vasto di tutta la chiesa. Esse introducono la narrazione nelle vele della prima campata, evocando i temi più importanti e le principali allegorie del libro di S. Giovanni. Nella seconda campata sono affrescate le Storie della Genesi, sulle due pareti laterali, e, nella volta, i Sette Sacramenti. Nella terza, sono rappresentate le Gerarchie Angeliche nella volta, mentre le Storie della vita di Cristo, sulle pareti. 
A S. Caterina d'Alessandria e alla sua vita è dedicato, sulle pareti del presbiterio, un ciclo di diciassette affreschi, mentre nella volta sono affrescati gli Evangelisti e i Dottori della Chiesa. 
Nel coro, che non presenta nessun tipo di decorazione ad eccezione di  una serie di stemmi gentilizi, s'innalza il cenotafio di Giovanni Antonio Orsini del Balzo, mentre quello di Raimondello è ubicato sul lato sinistro dell'altare maggiore, nel presbiterio. 
Sia il ciclo pittorico della navata centrale che le storie della Vergine nella navata destra furono commissionati da Maria d'Enghien e pertanto sono databili tra il  1416 e il  1443, anno di  morte  della principessa. 
Attiguo  alla  chiesa  è  il  chiostro quadrangolare, completamente ricostruito tra i secoli XVI e XVII, anch'esso interamente affrescato. La preziosità della decorazione pittorica, unita alla solennità dello spazio, fanno della Chiesa di S. Caterina, già classificata "Monumento nazionale di  1° categoria" nel  1870 e poi elevata a Basilica Minore Pontificia nel  1992, un edificio importantissimo nel panorama artistico dell'Italia meridionale.   
La Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria resta tutt'oggi il più splendido monumento religioso della provincia di Lecce. 
Chi entra resta colpito dalle grandi linee di questo tempio maestoso e severo, con gran lusso di decorazioni e l'arma dei Balzo Orsini cento volte ripetuta.